L’approccio a cui faccio riferimento è il costruttivismo italiano di Vittorio Guidano, Bruno Bara, Gianni Liotti e Giorgio Rezzonico del Centro di Terapia Cognitivista di Como.
Il costruttivismo è una delle strade che ha preso il via dalla psicologia cognitivista e cognitivo comportamentale, ma da queste si discosta per una cornice di senso maggiormente orientata su una premessa epistemologica forte: ogni individuo dà a ciò che gli accade un significato soggettivo, basato sui propri schemi emotivi, cognitivi e sui propri vissuti.
“L’approccio Costruttivista, e in particolare il paradigma post razionalista, si basa sul fatto che non è possibile avere un’idea oggettiva della realtà, ma che quest’ultima viene colta attraverso una lettura che è di natura per lo più soggettiva e nella quale sono fondamentali, più ancora delle componenti razionali, quelle di natura affettivo-emotiva. La realtà viene quindi ricostruita sulla base degli strumenti emozionali e cognitivi di cui dispone il soggetto in un certo momento del suo ciclo di vita e del punto di riferimento da cui egli fa la sua lettura. Questo approccio scientifico non nega l’oggettività, ma si basa sul fatto che la realtà “oggettiva” è conoscibile attraverso la “soggettività” dell’individuo che la percepisce.
In psicoterapia il terapeuta non si pone quindi come un “esperto” che esplora attraverso conoscenze valide per tutti il mondo interno dell’altro, esprimendo poi le sue interpretazioni; al contrario, ricava il mondo interno dell’altro – che è l’unico esperto di sé, in quanto è l’unico a contatto diretto con il proprio mondo interno – attraverso ciò che l’altro gli comunica. Infatti ciascun individuo nel corso della sua vita, attribuisce un proprio significato a sé e al mondo, e su tale significato organizza la propria esperienza.
Il Costruttivismo studia la costruzione attiva di un senso, quindi di una coerenza interna, nell’ambito di un sistema individuale (la persona) che è espressa dal “Sé”. Il “Sé” riorganizza continuamente gli schemi di attività (modo di percepire, agire, pensare e sentire se stessi e il mondo) che costituiscono la realtà personale. L’integrazione di aspetti disparati in un’unica struttura narrativa consente all’individuo di sentirsi protagonista della propria storia e di costruirsi un contesto di riferimento entro il quale si confronta con gli altri.”
(dal libro “CostruirSi”, Bernardo Nardi, ed. FrancoAngeli)
